La ceramica integrale

Nel campo delle riabilitazioni dentali il materiali sicuramente più impiegato è la porcellana.

Odontotecnica made in Italy

Per determinare questo tipo di mareriale viene usata frequentemente la parola “ceramica” in modo improprio:

la ceramica (dal greco antico κέραμος, ‘kéramos’, che significa “argilla”, “terra da vasaio”) è un materiale composto inorganico, non metallico, molto duttile allo stato naturale, rigido dopo la fase di cottura. Con la ceramica si producono diversi oggetti, quali stoviglie, oggetti decorativi, materiali edili (mattoni e tegole), rivestimenti per muri e pavimenti di abitazioni. Fonte wikipedia

La porcellana, invece, negli usi dentali ..

sono composte da feldspati (Allumosilicati di potassio, sodio, calcio e bario che cristallizzano sia nel sistema monoclino che nel triclino[1]) per il 65% circa, da quarzo per il 25% circa, da ossidi di boro per il 7% circa e infine da altri ossidi in pochi punti percentuale. Una caratteristica importante della porcellana per il settore dentale, che la differenzia dalla porcellana domestica, è l’assenza di caolino: un tempo veniva aggiunto prima della cottura per aumentare la lavorabilità del materiale, ma rende il prodotto finale più opaco, effetto deleterio per un buon risultato estetico. La porcellana priva di caolino può essere considerata come un vetro con inclusioni cristalline di silice (quarzo).Fonte Wikipedia

Dopo le precisazioni di dovere sulla porcellana, vorrei subito parlare dei materiali ceramici in uso oggi.Dopo più di 50 anni di costruzione di ponti e corone dentali esclusivamente in metallo-ceramica, verso la metà degli anni ’80 alcuni produttori di materiali ad uso odontoiatrico, seguendo l’ evoluzione della tecnica e dei macchinari crearono la ceramica integrale pressofusa, limitatamente a piccole corone singole o intarsi.

Pur con i suoi limiti, questo materiale, l‘ empress ivoclar, fu una svolta nella creazione di restauri dentali.

La denominazione “ceramica integrale” prese piede per differenziare questa tecnica con la tradizionale “metallo ceramica”.

I limiti di cui sopra vennero superati circa 15 anni dopo, verso fine millennio, con l’ evoluzione: la ceramica su zirconio. (ossido di zirconio).Con questo materiale rigido, bianco e resistente fu possibile iniziare a costruire ponti anche molto lunghi.

Il disilicato di litio è un materiale ceramico che, lavorato per pressofusione o in CAD_CAM ha proprietà estetiche e di resistenza ottimali per molte indicazioni protesiche.

 Il disilicato di litio (LS2) é indicato per la realizzazione di restauri singoli monolitici. L’innovativa ceramica fornisce risultati altamente estetici e – rispetto ad altre vetroceramiche – presenta una resistenza 2,5 – 3 volte maggiore. Con sottostruttura in ossido di zirconio può inoltre essere utilizzato per ponti nei settori latero-posteriori.Fonte:www.ivoclarvivadent.it

Se desideri informazioni circa questi materiali, chiamami o scrivimi: ti indicherò il dentista più vicino a te  che adotta le ceramiche integrali.I contatti sono nella pagina “Chi siamo” in alto sulla header.

 

Walter

Se conosco… posso scegliere!!!

Molto spesso, anche in campo sanitario, i pazienti vengono tenuti allegramente allo scuro delle modalità, tecniche e materiali di cui sono composte le loro protesi.

E’ vero, la direttiva CEE 93/42 obbliga i fabbricanti di dispositivi dentali su misura a dichiarare tutti i materiali, i componenti di cui le protesi stesse sono fatte.

Una domanda ai pazienti: vi è stata sempre consegnata questa dichiarazione di conformità?

Non voglio sparare nel mucchio, non sarebbe giusto nè corretto: l’esperienza di venti anni di lavorocon questa legislatura  mi dimostra come, qualche volta, la direttiva europea 93/42 venga disattesa da parte dell’ odontoiatra che non consegna la regolare dichiarazione al cliente.

Trovo giusto che il paziente venga informato di cosa verrà applicato al suo cavo orale, organo così delicato ed importante per la salute complessiva dell’ organismo.

Trovo giusto anche che sappia da dove venga la sua protesi….

Non ho bisogno di fare riferimenti: basta clicccare google le paroline magiche ed ecco moltissimi casi di protesi fabbricate in Cina o Indonesia e vendute senza dichiarazione.

Ho lavorato molti anni in Germania e vi assicuro che ho visto lavorazioni protesiche molto complessi e difficili,  prodotti in Cina, eseguiti correttamente e, in alcuni casi, meglio di lavori creati in Italia… a prezzo triplo!

MA CON REGOLARE DICHIARAZIONE DI CONFORMITA’ AL PAZIENTE, CHE PUO’ SCEGLIERE!!!

Fidatevi di chi lavora con passione nella porta accanto e non in qualche paese sperduto asiatico: l’ odontotecnico vi può rispondere riguardo tutti i vostri dubbi, anche se non può mettervi le mani in bocca (giustamente)

Conosco Walter Aresca e conosco la sua passione, la sua competenza e…

Una telefonata può togliere un dubbio…

SE CONOSCO… POSSO SCEGLIERE!!!

“I sorrisi non conoscono tramonti”

Daniele Di Nenno

Laboratorio odontotecnico Bio Lab

www.infobiolab.it

 

Dentista-odontotecnico: what else?

LA TUA BOCCA…SEI TU!!

Ancora oggi l’ odontotecnico  viene visto, a torto, come lo mostrava la pubblicità dissuasiva all’ abusivismo odontoiatrico degli anni ‘80, con una tuta da meccanico blu e sporca di grasso e con una espressione da “furbetto” che lasciava presagire i tempi a venire..

L’odontotecnico è molto di più! La denominazione popolare “meccanico dentista” è ormai superata: conoscenze di anatomia, biologia, chimica, metallurgia, scienze dei materiali fanno di questo “artigiano” atipico una figura non ancora adeguatamente riconosciuta a livello normativo.

Un profilo ed una legislatura del 1929 lo assoggettano ancora alla “cura del corpo” dimenticando l’ importanza primaria del cavo orale per tutte le funzioni che riveste:

• Funzionale

• Fonatoria

• Estetica

Disattendere ad una qualsiasi di queste funzioni porta disagio e malfunzione al sistema stomatognatico e, di conseguanza, psichico.

Non sempre il paziente sa da dove viene e quanta arte e sapienza animano le mani dell’ artista che individualmente confeziona la protesi che alloggia perfettamente integrata nella sua bocca…

Viene dalle mani, dagli occhi, dal cuore e dall’ esperienza di una vita:

Walter Aresca di Mombercelli, da 20 anni dedica la sua attivita professionale alla confezione individuale di protesi dentarie.

La sua collaborazione con i migliori studi dentistici della zona di Asti, la consulenza sui migliori materiali biocompatibili, individualizzati per ogni singolo paziente, sta rivelando una nuova sinergia.

DENTISTA ED ODONTOTECNICO IN SIMBIOSI OSMOTICA: UNA STRETTA COLLABORAZIONE CHE CREA UNA RELAZIONE FINALIZZATA AL BENESSERE DEL PAZIENTE TRAMITE RIABILITAZIONE PROTESICA ACCURATA.

IL BLOG WWW.DENT-ASTI.IT PRIMO NEL SUO GENERE, STA REGISTRANDO INTERESSE DA PARTE DEI PAZIENTI E DENTISTI PIEMONTESI:

INDIRIZZA I SUOI VISITATORI AGLI STUDI DENTISTICI PIU’ AVANZATI ED ATTENTI ALLE TEMATICHE E MATERIALI RIABILITATIVI MODERNI;

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PROPONE SOLUZIONI PROTESICHE ADEGUATE

LABORATORIO ODONTOTECNICO WALTER ARESCA:

LA TUA BOCCA…SEI TU!

Walter Aresca

Composito per uso dentale “Diamond Crown”: la differenza è nella matrice!(Parte 2)

Mentre per un certo intervallo di tempo i tre materiali sono coesistiti nelle proposte commerciali, in seguito l’attenzione si rivolse preferibilmente ai compositi microriempiti e agli ibridi, anche perché le nuove formulazioni avevano tra loro molti aspetti in comune pur privilegiando le caratteristiche estetiche e la rifinitura superficiale, i primi, e le proprietà meccaniche, i secondi.

Un materiale composito è caratterizzato da tre componenti: la matrice resinosa, il riempitivo inorganico e un agente intermedio (derivato dal silano) che dovrebbe garantire un intimo contatto tra le due fasi precedenti.

Fatto salvo un buon legame matriceriempitivo, tantomaggiore è il contenuto della componente inorganica, e quindi tanto minore la percentuale di resina, tanto migliori sono le proprietà meccaniche del prodotto finito; quanto più piccole sono le dimensioni del riempitivo tanto migliori risultano le proprietà estetiche, la possibilità di finitura e la resistenza all’usura (2).

Nel corso degli anni si è cercato di ottenere un miglioramento riguardo a estetica, stabilità
cromatica e caratteristiche fisico-chimiche di tali materiali, ma resta ancora insufficiente
l’adesione alle strutture dentarie (2, 3) a causa della contrazione da polimerizzazione che varia dall’1,67 al 5,68% del volume totale (4); durante la polimerizzazione si viene, infatti, a generare la forza capace di staccare il composito dal fondo della cavità con formazione di microfessure tra restauro e dentina che variano tra i 20 e i 30 μm (5-7).

[Continua]

Fonte: Istituto Superiore della sanità

Composito per uso dentale “Diamond Crown”: la differenza è nella matrice!(Parte 1)

 

I compositi più recenti per uso dentale  sono materiali realizzati dopo una evoluzione durata circa un secolo: i seguenti cenni storici ne tracciano i miglioramenti.

Nei primi anni del XX secolo i materiali estetici erano rappresentati dai cementi al silicato, in seguito abbandonati perché mostravano alcuni svantaggi quali una notevole fragilità, una rapida variazione di colore e di lucentezza e soprattutto una scarsa chiusura marginale, che li rendeva dannosi per la polpa a causa dell’infiltrazione e della conseguente compromissione pulpare.

 

Questi primi tentativi di realizzare materiali estetici e biocompatibili, dovevano scontrarsi con le carenze tecnologiche e dei materiali incombenti a quei tempi..

Nella prima metà degli anni ’50 furono sostituiti dalle resine acriliche autopolimerizzabili, le quali, però, erano responsabili della formazione di un gap marginale non trascurabile, a causa della notevole variazione termica dimensionale.

Nel 1957, tentando di far fronte al grave problema della retrazione , Bowen ottenne un monomero di sintesi dalla reazione tra Bisfenolo A e due molecole di GlicidilMetAcrilato (Bis-GMA), con la funzione di agglomerare particelle di riempitivo (silice, quarzo, borosilicati, ecc.), migliorando, così, le caratteristiche chimiche del materiale.

Le scoperte in chimica e tecnologia dei materiali, naturalmente, proseguono e, qualche anno dopo altri studiosi, forse finanziati da produttori in campo dentale, cercarono di migliorare e classificare i compositi estetici:

Quando Philips e Lutz, nel 1983, proposero una classificazione generale dei compositi in
base alle dimensioni delle particelle di riempitivo inorganico, furono concordemente apprezzati
perché offrivano uno schema molto semplice entro il quale si potevano inserire le numerose
proposte commerciali di un prodotto già ampiamente utilizzato in odontoiatria conservatrice. Si
venivano così delineando tre grandi classi di compositi: i tradizionali o macroriempiti, i
microriempiti e gli ibridi della prima generazione.

 

[CONTINUA]

Fonte:istituto superiore della sanità

Disilicato di litio: estetica e salute

IPS e.max disilicato di litio

Grandi soddisfazioni da quando il disilicato di litio è apparso sui banchi del mio laboratorio!
La ceramica integrale sta (fortunatamente) soppiantando la metallo-ceramica nella ricostruzione protesica fissa.
I motivi che hanno spinto la ricerca ad utilizzare nuovi materiali sono la necessità, sia economica (i prezzi delle leghe dentali a base d’oro sono alle stelle) che estetica e biologica.
Walter Aresca

 

Il disilicato di litio (LS2) é indicato per la realizzazione di restauri singoli monolitici. L’innovativa ceramica fornisce risultati altamente estetici e – rispetto ad altre vetroceramiche – presenta una resistenza 2,5 – 3 volte maggiore. Con sottostruttura in ossido di zirconio può inoltre essere utilizzato per ponti nei settori latero-posteriori.

Il materiale viene lavorato in laboratorio con la tecnologia Press oppure CAD/CAM. Grazie all’elevata resistenza di 360 – 400 MPa i restauri offrono possibilità di cementazione flessibili. A seconda dei requisiti del paziente, i restauri possono essere rivestiti esteticamente in modo altamente estetico, oppure essere pitturati, se realizzati in modo totalmente anatomico.

Si possono realizzare restauri in ceramica integrale anche in caso monconi scuri (p.es. a causa di decolorazioni oppure in caso di abutment in titanio). Comunicando il colore del moncone al laboratorio, l’odontotecnico può scegliere il disilicato di litio IPS e.max con l’opacità necessaria così da poter ripristinare la naturale estetica.

Indicazioni   

  • Faccette sottili 0,3mm
  • Inlays ed onlays mininvasivi
  • Corone parziali e corone
  • Ponti anteriori/premolari di 3 elementi (soltanto IPS e.max Press)
  • Sovracostuzioni di impianti
  • Ponti di 3-4 elementi (sottostruttura in ossido di zirconio e sovrastruttura in IPS e.max CAD)

 Vantaggi

  • Naturale comportamento cromatico ed ottimo passaggio di luce per soluzioni altamente estetiche
  • Impiego versatile ed ampio spettro di indicazioni
  • Restauri di lunga durata, grazie all’elevata resistenza
  • Preparazione mininvasiva
  • Estetica naturale – indipendentemente dal colore del moncone preparato
  • A seconda delle indicazioni: cementazione adesiva, autoadesiva e convenzionale

Afg: Anatomic Functional Geometry

“Qualche anno fa ebbi modo di incontrare questa filosofia di modellazione anatomica e di migliorare il mio bagaglio di conoscenze ed abilità manuali”

Walter Aresca

La A.F.G è una tecnica di memorizzazione e modellazione ideata da Alberto Battistelli.
Aiuta ad acquisire con rapidità e precisione lo spazio e la figura dentale naturale, attraverso le più moderne metodiche di apprendimento.

La A.F.G. si basa sulla riprogrammazione neuromotoria delle capacità manuali e sulle tecniche geometriche di sottofondo adottate dai grandi maestri d’arte.

La A.F.G è un nuovo modo di ragionare basato sulla ricerca del sottofondo invisibile dei denti, si integra con tutte le tecniche di modellazione conosciute, ed è comprensibile con tutte le teorie gnatologiche.

www.aimod.eu

http://www.aimod.eu/locandina/brochure%20ita2.jpg

 

 

 

La dentosofia: il dott Francesco Santi svela i suoi segreti.

MEDICINA NATURALE :DENTI E PSICHE
Andare dal dentista per curare mente
e corpo
Se avete qualche problema emotivo a chi vi rivolgete? Ad un amico? Ad uno psicologo? In
alcuni casi fate bene ma in altri potreste avere bisogno di un dentista un po’ speciale, un
“dentosofo” per l’esattezza Dentosofo, un nome, questo, che può suonare strano ma che altri non è che un dentista esperto nella “lettura” dei denti. Ovviamente,con questa non predice il futuro, ma può conoscere bene il nostro passato. È nei denti,infatti, che pare siano “scritti” tutti i traumi di mente e corpo.
Sono molte le domande a cui si cerca di dare risposta. Per esempio, perché ci sono persone che hanno la predisposizione ad avere la carie sempre e solo in alcuni denti, anziché altri; perché ad alcune persone i denti non escono, o crescono accavallati, per mancanza di spazio?
Queste sono tutte risposte a cui il dentosofo saprebbe dare una risposta personalizzata, di caso in caso.
Ma per aiutarvi a risolvere il problema non vi fa sdraiare sul classico lettino da psicologo e neppure vi farà
indossare l’antiestetico apparecchio dentale che tutti ben conosciamo.
Il dentosofo agisce sulla mente e sul nostro corpo – due parti costantemente collegate – con estrema
delicatezza; dandoci modo di riallineare i nostri denti e allo stesso tempo risolvere i nostri conflitti
interiori. In che modo? Con un semplice ausilio, detto “attivatore”.
Niente di fisso o invasivo come potrebbe suggerire un dentista tradizionale, ma più semplicemente un
morbido apparecchio di caucciù che prende tutte e due le arcate dentarie, e che deve essere utilizzato solo
la notte e un paio di ore durante il giorno.
Quando si ha l’attivatore in bocca ci si deve rilassare, dedicando del tempo a noi stessi e dando modo al
nostro organismo di auto-guarirsi. Si, perché stiamo parlando di una vera e propria autoterapia che dà
risultati incredibili, addirittura nelle persone adulte. Migliora la respirazione, la masticazione, la
deglutizione, la fonazione, riallinea i denti e la mandibola. I risultati che si possono ottenere con
l’attivatore li potete conoscere nel libro Denti & Salute. Dalla salute della bocca alla salute del corpo di
Michel Montaud (Edizioni Terranuova).
I costi sono nettamente inferiori agli apparecchi tradizionali e, secondo Montaud, con risultati migliori.
Con il vantaggio che oltre ai denti migliora anche la psiche. I cambiamenti a livello psicologico sarebbero
significativi; in molti casi si evidenzia persino una modifica del proprio modo di scrivere – in particolare
nei bambini – un miglioramento dell’attenzione e una riduzione dell’iperattività mentale.
Ma per spiegarvi ancora meglio di cosa si tratta abbiamo intervistato due grandi esperti di dentosofia, il
dottor Renzo Ovidi e il dottor Francesco Santi. Loro, meglio di noi, sicuramente possono fornirci le risposte di cui abbiamo bisogno.
Dottor Ovidi, perché un semplice apparecchio di caucciù può modificare la posizione dei
denti? Se il posizionamento non avviene attraverso un fattore prettamente meccanico,
come l’apparecchio tradizionale, in quale modo avviene lo spostamento?

«Debbo innanzitutto premettere che per rispondere a queste domande ho dedicato i primi due capitoli del
mio libro sulla dentosofia, ormai prossimo all’edizione. Cercherò,quindi, di essere il più sintetico
possibile compatibilmente alla vastità dell’argomento.
Sono circa quindici anni che non sottopongo a trattamenti ortodontici tradizionali i miei pazienti. Spesso
mi capitava di trattare dei giovani adolescenti con i canini superiori vestibolarizzati (in avanti) o
addirittura ritenuti. Quando arrivavano nel mio studio, erano timidi, impacciati e con i denti storti.
Quando, invece, terminavano le cure ortodontiche, avevano delle belle bocche, ma erano diventati ancora
più introversi e a volte il loro assetto posturale era peggiorato. Ma i guai non finivano lì! Anche se usavano
diligentemente le attrezzature di ritenzione che fornivo ai miei giovani pazienti, i loro denti tendevano a
riprendere la posizione originaria. Ritornavano ad essere storti. All’epoca, non conoscevo la dentosofia e
quindi non riuscivo a spiegarmi perché dopo aver eseguito un trattamento corretto e rispettoso dei
protocolli mi trovavo di fronte a quelle recidive.
Oggi mi pongo questa domanda: perché i figli dei popoli primitivi, non ancora occidentalizzati hanno tutti
i denti ben allineati e “i figli della play station” no? Noi “dentosofi”non vediamo la bocca come due file di
denti da allineare, ma come un organo che può registrare tutti gli eventi psicoaffettivi. Come fa l’iridologo,
con un semplice esame dell’iride a capire che c’è un organo che non funziona? La stessa cosa la possiamo
dire per l’auricoloterapeuta o per il riflessologo plantare. La dentosofia divide la bocca in due parti, la
destra rappresenta il maschile e il materiale, mentre la sinistra il femminile e lo spirituale e assegna ad
ogni dente un valore archetipico. Ad esempio, i due incisivi centrali superiori rappresentano l’archetipo
femminile a sinistra e il maschile a destra, gli incisivi laterali l’archetipo padre e madre e i canini, invece,
forza e amore.
Vista così, la bocca, non è più quell’organo usato per triturare il cibo o per sfoderare sorrisi, ma una
“scatola nera” che registra tutti gli eventi psichici dell’individuo. Se il paziente è in conflitto con il padre,
avrà ad esempio, l’incisivo laterale superiore di destra spostato tutto in avanti se il padre è petulante,
oppure tutto all’indietro se è oppressivo.
Dovevo capire perché non riuscivo a mantenere ben allineati i canini d

http://web.me.com/frassanti/Sito/Intervists_files/Andare%20dal%20dentista%20per%20curare%20corpo%20e%20mente.pdf

Rimozione amalgama in modo protetto (Secondo IAOMT)

Molti studi scientifici hanno messo in evidenza che l’amalgama è caratterizzata dalla continua trasformazione di fasi iniziali in fasi di trasformazione, che hanno come risultato la liberazione di mercurio (infatti le fasi di trasformazione hanno un minor contenuto di mercurio delle fasi iniziali).

L’amalgama è l’unica lega costituita da un metallo che vaporizza a temperatura ambiente.

Perciò “tutti i rifiuti di amalgama devono essere conservati e rinchiusi in un recipiente ben chiuso. Il rifiuto deve essere coperto da una soluzione di solfato prima di essere smaltito secondo la normativa sui rifiuti speciali” (ADA News, 1 agosto 1988).

Per riciclare i materiali costituenti l’amalgama si opera l’evaporazione del mercurio, accelerata alzando la temperatura (fino a 50 °C), in ambiente isolato; il resto dell’amalgama viene fusa per recuperare gli altri metalli.

La tensione di vapore del mercurio è di 20 milligrammi per metro cubo d’aria, cioè il mercurio puro all’aperto inizia ad evaporare fino a quando non raggiunge l’equilibrio (cioè satura l’aria con 20 milligrammi per metro cubo).

E vapori di mercurio puro fuoriescono dall’amalgama (cioè la reazione di amalgamazione non ha immobilizzato il mercurio, il cui comportamento chimico è sempre determinato dalla sua elevatissima tensione di vapore, esso quindi tende sempre a vaporizzare). Studi scientifici sottolineano la perdita da parte dell’amalgama dentale dell’80% del mecurio.(Tratto da :”Denti tossici 2″ di Lorenzo Acerra”)
PROTOCOLLO RIMOZIONE AMALGAME
(rivisto secondo la IAOMT e il Coordinamento Studi Dentistici Biologici.


Queste informazioni non vogliono esprimere diagnosi o terapie, perciò rivolgersi al proprio odontoiatra di fiducia.Per maggiori dettagli vedi le pagine:

http://it.groups.yahoo.com/group/amalgamaemercurio/files/PROTOCOLLOdiRIMOZIONE/
PREMESSA
1)    NON eseguire la rimozione su donne in gravidanza
2)    SOLO ablazione MANUALE tartaro sui denti con amalgame o capsule-ponti
3)    Cercare le amalgame anche sotto i ponti e le capsule di denti devitalizzati (molto probabile in ponti o capsule di 5 o più anni)
4)    Il linea di massima si dovrebbero usare tutte le precauzioni. L’ossigeno è una garanzia in più qualora il dentista non possa essere SCRUPOLOSO su tutti i DETTAGLI del protocollo (eventualità probabile) e/o se la persona è malata.

PREPARAZIONE: (almeno 1 settimana prima)
1)    Drenaggio mesenchima e linfatico, integrazione vitaminica-minerale, supporto fito-omeopatico organi deboli. Evacuazione intestinale giornaliera. Alimentazione povera di carboidrati, latticini e zuccheri. Bere almeno 1 litro di acqua lontano dai pasti.

RIMOZIONE
1)     2 capsule di carbone vegetale poco prima dell’appuntamento
2)    Fresa in Tungsteno (nuova e piccolissima in modo da impattare meno metallo possibile)
3)    Enucleazione o disincastrazione dell’amalgama con occhialini a lente.
4)    Diga di gomma montata in modo da COPRIRE IL NASO (e il nasale dell’ossigeno). ASCIUGAMANO SOPRA LA FACCIA DEL PAZIENTE.
5)    OSSIGENO con nasale. MAI fare respirare dalla bocca il paziente. Cercare una posizione che permetta di respirare con il naso.
6)    Cuffie e camice usa e getta per il paziente.
7)    Finestra dello studio aperta e/o ionizzatori-filtri accesi.
8)    Rimozione di una o più amalgame ma un quadrante per appuntamento.
9)    Rimozione sequenziale con amalgamometro.
10)    Doppia aspirazione potenziata con cannule a 180 gradi una dall’altra (meglio se doppio motore o potenziata): OGNI 5-10 SECONDI CIRCA INTERROMPERE IL FRESAGGIO E ASPIRARE DIETRO DIGA per evitare che i vapori che passano la diga rimangano intrappolati.
11)    Quando possibile usare il “clean-up”.
12)    Lubrificazione acqua al massimo.
13)    Dentista e assistente dovrebbero indossare la mascherina antimercurio.

POST-RIMOZIONE
1)    Fare la doccia, lavare i vestiti e pulire-lavare il naso e la bocca.
2)    Sciacqui di 15 min con un cucchiaio di olio di girasole puro 1 volta al dì per qualche giorno. Sciacqui dopo lavaggio denti con fitoterapico antibiotico.

 

Asti-Cuneo-Alessandria-Canelli-Alba-: “Il mattino ha l’ oro in bocca”

sotto-struttura in ossido di zirconio

 

Benvenuti a tutti!!

Scusate l’ uso del proverbio nel titolo: ho ripreso questo antico adagio per svelare quanto sia superato; non sempre l’oro in bocca è il miglior materiale…

Ponte ossido di zirconio ceramizzato

La fotografia a sinistra mostra una sotto-struttura in ossido di zirconio pronta per essere ricoperta di finissima ceramica…dedicata ai pazienti che stanno per scegliere tra metallo-ceramica e zirconio-ceramica…

Mi chiamo Aresca Walter titolare di laboratorio odontotecnico in Mombercelli, Asti.

Ho finalmente trovato il mezzo per informare tutti coloro vogliano saperne un po’ di più riguardo:

  • i migliori materiali e tecniche di protesi dentarie in uso negli studi dentistici e laboratori odontotecnici;
  • le loro caratteristiche;
  • i benefici e le controindicazioni;
  • i dentisti che li adottano nella nostra zona (basso Piemonte);
  • le tecnologie computer assistite di nuova generazione;
  • informazioni tossiclogiche fornite da clinici

Walter

Ponte ossido di zirconio nel cavo orale